Video grafica in discoteca

Per inaugurare la sezione “Works” di questo blog, parto dal raccontarvi di una delle mie fatiche più recenti.
C’è chi in discoteca va per ballare,  chi per rimorchiare… Io invece ci lavoro e sarò felice di stupirvi!
Sono ormai quasi quattro anni che collaboro con il gruppo Firework 2.0 (Firework Salerno)Questo, da diversi anni è uno dei fautori (se non il protagonista principale) della realtà LGBT di Salerno e provincia. Potrei presentarvelo molto presto in un articolo per la sezione “Life“.

In consoleIl suddetto gruppo organizza (tra i diversi eventi), anche delle serate danzanti in diversi complessi nel territorio di Salerno.
L’esigenza di reinventarsi, di creare valide alternative nel mercato dell’intrattenimento in discoteca, complice l’amore per il proprio territorio e la necessità di dare un punto di riferimento alla comunità LGBT\friendly, hanno portato ad una sinergia tra me e Firework, dando origine ad innovative ed interessanti animazioni durante le loro serate.

In particolare (dal 2012) per la stagione invernale, le serate si svolgono presso uno dei locali del complesso “Non Ho Sonno” di Salerno, il MooD. Questo locale, ampio e suddiviso in diversi ambienti, ha una zona centrale adibita a palco con un grande fondale di telo bianco.
MooD LocaleLa richiesta da parte dell’allora responsabile animazione E. Avagliano, era quella di utilizzare questo fondale come schermo sul quale proiettare video per l’animazione e per la timeline della serata.
Venendo da anni di montaggio, di lavori dietro le quinte, ho accettato questa sfida con molto entusiasmo, inoltre mi è stata data tanta fiducia e carta bianca.
Ogni spettacolo ha avuto una tematica differente, talvolta anche una tecnica differente. In alcuni casi ho effettuato prima le riprese, poi il montaggio di immagini con la musica. In generale invece, l’idea di realizzare qualcosa che andasse al di là della semplice proiezione, è stato un obiettivo prefissato subito dal direttore artistico e da me: creare diversi sfondi ma soprattutto rendere interattivo il filmato.

All’inizio è sembrata un’idea rischiosa: i tempi di realizzazione lunghi e la durata totale dello spettacolo avrebbero potuto giocare a nostro sfavore. Maggiore é la durata, maggiore é la possibilità che il pubblico si annoi o si distragga.
Provo allora a riassumere i vari step che ho seguito per realizzare questo tipo di video animazione, scusate se ogni tanto scivolo nel tecnico, non posso farne a meno.
Dopo aver ricevuto informazioni circa il tema per l’evento, si progetta uno storyboard delle diverse fasi dello spettacolo e dei tempi da rispettare.
Scelti il contesto e i personaggi, si parte alla ricerca di spunti video, audio e immagini adatte. Internet resta una fonte inesauribile di idee. Laddove questi contenuti fossero di difficile reperimento, per abitudine preferisco realizzarli singolarmente e poi comporre il file: uno sforzo in più, ma sempre ripagato.
ProiezioniUna cosa importante durante la successiva fase di assemblaggio, è conoscere gli spazi e gli ingombri che ci sono sul palco: una colonna o uno spigolo potrebbero rappresentare un problema da non sottovalutare.
Il programma che utilizzo maggiormente per la lavorazione è Adobe Premiere, talvolta After Effects, mentre Photoshop è il mio “pane quotidiano”.
La traccia audio sulla quale lavoro il più delle volte è confezionata ad-hoc per l’occasione, realizzata dal DJ della serata oppure da me.
Mi piace molto il montaggio in sync video\audio e spesso cerco di ricreare tale effetto anche nel più semplice dei passaggi, lo trovo di grande effetto e nel “contesto discoteca”, sempre azzeccato. 
Questo tipo di tecnica inoltre, incontra l’approvazione dei ballerini e dei meno esperti: tante volte, un taglio audio diventa un punto di riferimento per muoversi o un segnale da riconoscere se non si può seguire lo schermo.
Il montaggio avviene spesso in tempi record, dai 5 ai 7 giorni a seconda delle difficoltà, scadenze e richieste.
Rendere “interattiva” la scena, in breve significa assegnare ad un componente sullo schermo un movimento. Dal vivo, l’attore simulerà lo spostamento dell’oggetto, dando l’illusione di un’interazione.
Quindi non è una novità per i miei dirimpettai, vedermi muovere in casa a tempo di musica (con scatti da far invidia ai ballerini della Scala di Milano), ne approfitto per chiedere scusa dello spettacolo indecoroso.

Il giorno delle prove è quello che serve a fare il punto della situazione, annotare modifiche richieste dal direttore e migliorare ulteriormente il risultato, per questo il suggerimento è: lasciare il progetto sempre aperto.
L’utilizzo della proiezione è un grande espediente: converrete con me che è meno dispendioso proiettare una Ferrari in un parcheggio, che noleggiarne una.
ProiezioneLe prove non sono mai abbastanza, bisogna sempre essere pronti a modifiche dell’ultimo minuto, imprevisti e cambi di scena. La bravura degli attori e ballerini, le indicazioni del direttore artistico e mie, tante volte fanno la differenza.
Seguo la proiezione (soprattutto durante la messa in scena dello spettacolo) dalla “fossa della console“, l’adrenalina non manca mai e mentre il palco si anima, mi perdo con lo sguardo verso il pubblico per scoprirne la reazione.
Questo progetto continua a darmi molte soddisfazioni, ma nonostante gli anni “di servizio” continuo ad avere molto ancora da imparare, da scoprire e da sorprendermi.
Eccovi un breve video qui di seguito, riassume le fasi di progettazione e di realizzazione di questi lavori.

Ti è piaciuto questo articolo?
Dai pure uno sguardo a qualche video pubblicato nel canale ufficiale You Tube di Firework Salerno. In alcune serate, come ad esempio durante il “3rd Firework Anniversary”, oppure all’ “Inaugurazione del MooD” trovi alcune delle mie realizzazioni. Trovi il link al canale in basso.

Sei interessato a realizzare qualcosa di simile nel tuo locale?
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L'autore? Eccomi!

Giù Box
Giù Box

33 Anni.
Un gioioso perditempo.
Ritardatario cronico ma speranzoso di cambiare. Appena ho tempo. Forse.

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